Icone/Personale

Pini marittimi e luoghi comuni

laboratorio-polizia-scientifica-droghe-stupefacenti

Io raccolgo frammenti, sono così.

Ho sempre un taccuino con me, ma ora è fuori dalla portata del mio braccio perché ho un maledetto posto finestrino, che detesto, che mi obbliga ad una dolorosa lontananza dalla mia valigia. Loro sono una famiglia di Milano. Figlio unico, Loro attenti ai compiti delle vacanze. Tra un “porca vacca” e un “ellamadonna” si mostrano, si descrivono, si raccontano del tutto inconsapevolmente.

bianco52.JPG

Il figlio, fine elementari o inizio medie: Pietro, Filippo, Edoardo. Uno a caso di questi nomi da primogeniti milanesi. Dateo? Repubblica? Centrale? Non saprei, ma Milano ce l’hanno dentro, fuori e intorno a loro. Hanno paura di disturbarmi, e invece è una di quelle rare volte in cui sono circondata da persone beneducate e per niente invadenti. Sono io che sono invadente con loro, in silenzio li studio a tratti concedendo loro indulgenza q.b. “Leggi il tuo libro, Filippo, Andrea, Giovanni” “devi finirlo entro le vacanze di Natale“. Lui, il padre, è uno simpatico. Un impiegato di banca? Uno con un’aziendina di import/export?

Scarpe comode, che a Roma si cammina un sacco. Loro ci sono già stati, il cucciolo di milanese no. Ci sono andati da giovani, da fidanzati, e ancora sentono sulla lingua il sapore nostalgico di quei meravigliosi saltimbocca di Trastevere di 15 anni fa.

Il sole spinge la testa fuori dalla nebbia, come un gatto curioso ma cauto.

300 km/h.

Due quarantenni che hanno appena compiuto 30 anni discutono allo stesso ritmo del treno. Ancora non hanno respirato da quando sono salite: parlano di uomini, di viaggi, dei 40 che sono i nuovi 30. Eccola lì, la single-vacanza post natalizia con l’amica.

tumblr_nvjch3tk4K1rfd7lko1_400.gif

Di solito Loro non viaggiano in prima, hanno fatto l’upgrade con pochi euro per concedersi questo lusso. Io neanche viaggio in prima, ma mi ambiento bene, sembro un’autoctona, ostento una sicurezza che di solito non mi appartiene.

Pietro Filippo Marco si è chiuso nello smartphone di uno a scelta dei genitori, ha le cuffie e i suoi piccoli denti si mostrano orgogliosi mentre ridacchia guardando un video di chissà quale YouTuber cretino. Ha occhi grandi, curiosi, vivi, tra il verde e il giallo.  “The? Caffè? Qualcosa da bere?” “Ma si paga?” “Ssssh sto cercando di capirlo, ma sono velocissimi con le mani“. Sì, Andrea Giovanni Federico, tuo padre è davvero simpatico: sei fortunato, Pietro Giovanni Giorgio. Nicolò. Nicolò ti chiami.

Loro sono un luogo comune, sospesi a metà tra la realtà e la mia immaginazione. Io sono un luogo comune, a metà tra la mia storia e quella degli altri.

Un luogo comune, come ognuno di noi.

Lui ha caldo, lei sta appena appena bene, fatta su nel suo maglione 100% merino che termina senza soluzione di continuità in una sciarpa sbrilluccicosa che le nasconde – poco e male – il doppio mento. Chissà perché le donne hanno sempre freddo: c’è un momento preciso della vita in cui una donna diventa donna. Ovvero quell’istante in cui il suo termostato interno si setta su “notti norvegesi”.

Tutto è relativo. “Che buono questo caffè“. Strano signora, io lo trovo orribile. Dovrei rassegnarmi, smettere di avere fiducia nell’universo e evitare di prendere bevande calde schifose su mezzi di trasporto pubblici. Con la giusta colonna sonora sarebbe un perfetto film di Elio Petri “Bevande calde schifose al di sopra di ogni mezzo di trasporto pubblico“.

indagine.jpg

Io sono così: raccolgo frammenti.

E mi rendo conto che quando lo faccio assumo un’espressione da stronza. I miei connotati si avvicinano e il mio volto si contrae. Ho l’attitude e il fascino irresistibile di una bambina di 5 anni col muso. Non so perché, ma la fantasia dei luoghi comuni (che adoro) su di me assume tratti rabbiosi.

Fa caldo, ha ragione Lui.

Chissà cosa pensa la gente della bambina di 5 anni col muso che scrive sulle pagine bianche dei libri che legge, negli spazi silenziosi concessi con gentilezza dagli scrittori agli altri scrittori d’improvvisazione.

sottolineare-i-libri-wallace-annota-su-don-de-lillo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...